La ballata di Peppino

Testo inserito da Moreno Ciandri

Autore: Moreno Ciandri "Bube"  

Dalle rive dell'Arno un mattino
salutato dalla sua ragazza
se ne andava alla macchia Peppino
con la fede di fare il partigian

lei diceva Peppin non partire
con il volto sconvolto dal pianto
la sui monti potresti morire
senza te pure io morirò

su non piangere mio dolce amore
disse Peppe asciugandole gli occhi
a vent'anni vedrai non si muori
se mi aspetti io ritornerò

dopo mesi di combattimenti
tra la pioggia la neve  e gli stenti
superati i rastrellamenti
con potente a Firenze arrivò

proprio in mezzo a quella battaglia
mentre tutta Firenze insorgeva
fu colpito da una mitraglia
e alla clinica grave finì

alla clinica fra tanti feriti
la fanciulla il suo amore cercava
fra quei tanti lamenti infiniti
singhiozzando chiamava Peppin

ad un tratto una fievole voce
la chiamò tra le bende macchiate
a quel letto lei corse veloce
e il suo amore morente trovò

professore intervenga la prego
il mio sangue può darle la vita
professore lo salvi la prego
e il dottore Peppino operò

fu quel sangue d'amore donato
che le diede con tanta speranza
e Peppino così fu salvato
e al suo amore la vita legò

dalle rive dell'Arno felici
e tenendosi un bimbo per mano
quello e' il figlio di un partigiano
nato insieme alla libertà
quello e' il figlio di un partigiano
nato insieme alla libertà

Scarica il testo zippato

 
Novità - Dischi - Spettacoli
Scarica Spartiti di lotta in PDF
Motore di ricerca interno al sito